Arrampicata romana: trovato un drago morto sotto un volume in poliuretano.

Roma. All’alba di oggi, intorno alle 6.30, in un campo abbandonato tra la via Nomentana e la via Prenestina è stato trovato un drago morto. Il corpo dell’animale, della lunghezza di circa 30 metri, era riverso su un fianco, ma stranamente non presentava ferite di alcun tipo.

Disegno Alberto Graia

Il drago ucciso dal Volume (disegno di Alberto Graia)

Alcuni abitanti della zona hanno dichiarato di aver udito degli strani ruggiti intorno alla mezzanotte di ieri e di aver visto delle altissime fiamme sprigionarsi dalla bocca del drago, che sarebbero durate qualche minuto per poi scomparire. Un testimone oculare sostiene inoltre di aver visto un immenso volume in poliuretano, di quelli che si usano nelle palestre di arrampicata, precipitare dall’alto sul drago che sarebbe quindi deceduto per schiacciamento. Ciò potrà tuttavia essere confermato solo dall’esame autoptico sul corpo della bestia, previsto per domani presso il Dipartimento di Medicina Legale dell’ospedale Regina Elena.

draghisti

La polizia sta indagando sui Volumisti, un gruppo di anarchici-poliuretanisti, i cui accoliti venerano i grossi volumi da tenere a mano stesa insieme a tallonaggi e movimenti dinamici frontali, e che da tempo combatte la sua guerra clandestina contro un altro gruppuscolo, i Draghisti, che venerano invece la tacca a dita arcuate e il movimento laterale.
Tutto è cominciato qualche tempo fa quando un noto Nove-Draghista, ha sostenuto (https://www.climbook.com/articoli/1451-il-drago-la-pulzella-e-la-decadenza-della-scalata-moderna) che i volumi non servono per imparare ad arrampicare sulla roccia e anzi sono addirittura controproducenti. «Non possiamo far credere ai nostri giovani apprendisti e stagisti, ancora Quinto-Draghisti, poveri cristi, che a fare i Volumisti si diventa Otto-Draghisti: saremmo dei qualunquisti, degli arrivisti, dei terroristi, dei bugiardi professionisti».
Nel suo articolo il Nove-Draghista, se la prende anche con i pantaloni colorati a cavallo basso e con l’hiphop, eleggendo a naturali compagni di vita dei Draghisti, i Medievalisti, i Romanticisti e i Wagneristi.
I Volumisti hanno reagito immediatamente alle provocazioni, sostenendo che il Drago è morto da tempo e che ognuno ha diritto di usare prese dei colori che vuole, di mettere il cavallo dei suoi pantaloni all’altezza che preferisce, di fare esclusivamente tallonaggi senza mettersi mai in laterale. «Porta sfiga – dicono – ma soprattutto non serve per fare top. Noi Volumisti, siamo indipendentisti, ascoltiamo i nostri musicisti, balliamo, ci divertiamo e siam menefreghisti verso i Draghi e tutto il resto».
E così in poche ore i Volumisti hanno invaso le bacheche della climbing community con commenti e sberleffi di vario tipo all’indirizzo del povero Nove-Draghista, taluni espressi da bravi tecnicisti, altri da simpatici satiristi, altri ancora da autentici cretinisti. Ma si sa: la rete da voce a tutti, anche ai teppisti, ai falangisti, ai separatisti, ai collaborazionisti, ai camionisti, a quelli con lessico da tassisti e a quanti, ubriacati dai trappisti, scrivono sfondoni mai visti. Per questi, lo chiedono i linguisti, si dovrebbero adunare i riservisti, per fare un repulisti!
Diciamocelo: son cose un poco tristi!
Nessuno sembra in grado di mediare tra queste due posizioni cosi distanti, esacerbate ora dall’uccisione del Drago.
Ma noi Zanchettisti, che non siamo né Volumisti né Draghisti, né fondamentalisti né integralisti, ma solo pacifisti un poco ecumenisti, tentiamo qui ed ora proposte da ottimisti, anzi, da buonisti.
Volumisti rispettate i Draghisti: senza di loro, sareste ancora dei vetusti alpinisti Sesto-Draghisti, dei tristi passatisti, dolomitisti che puzzano di scisti.
Draghisti rispettate i Volumisti: son giovani fantasisti, simpatici edonisti, colorati liberisti, allegrotti e dinamisti.
E allora, non fate gli scissionisti, incontratevi dai baristi e bevete un Lacryma Christi!

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Unioni civili, Cirinnà: «Piu diritti per gli alpinisti»

Alla viglia del dibattito al Senato, il disegno di Legge Cirinnà su unioni civili e coppie di fatto si arricchisce di un nuovo interessante capitolo: i diritti civili per le cordate di alpinisti e arrampicatori.

Il Capo Terzo della proposta di legge, spuntato ieri a tarda sera dopo discussioni informali tra i principali gruppi parlamentari, stabilisce la disciplina dei diritti e dei doveri delle cordate alpinistiche definite come ‘due  persone  maggiorenni, unite  stabilmente da una corda, che si fanno sicura reciprocamente e non  vincolate da  rapporti  di  parentela, matrimonio  o  unione  civile’.

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Per il riconoscimento dello status di Cordata Alpinistica basta solo aver percorso insieme 3 vie di almeno 6 tiri o aver trascorso 5 giorni in falesia ad arrampicare. Tale riconoscimento avviene inoltre ex lege, vale a dire senza la necessità di dichiarazioni da parte dei componenti della cordata.

I nuovi articoli di legge in sostanza estendono alle cordate alpinistiche tutti i diritti già stabiliti per unioni civili e coppie conviventi. Ad esempio, in caso di malattia di uno dei membri della cordata alpinistica, l’altro ha il dovere di accudirlo, pur continuando a godere del diritto di andare a scalare con altre persone, ma solo se la via prescelta non fa già parte dei programmi comuni della cordata. «E’ successo a tanti di noi, – dice la senatrice Cirinnà – mesi di preparativi per fare una via impegnativa e poi quando c’è la finestra di bel tempo, uno dei due hai il raffreddore e il compagno se ne va con qualcun altro. Non è giusto!».

Per l’arrampicata sportiva, regolata dall’art. 13 “Disciplina del Superlavorato“, in caso di malattia dell’assicuratore abituale, il climber non ha diritto ad un altro assicuratore sulle via che sta provando, se non dopo un periodo di 30 giorni. Questo per garantire a chi fa sicura abitualmente, dopo mesi di noiosi turni con il gri gri al freddo sotto la via, almeno la soddisfazione di dire quando l’ha liberata, facevo sicura io. «Una conquista di civiltà» ha dichiarato il promotore dell’emendamento.

Ma è sulle questioni patrimoniali che si gioca tutta la partita: l’art. 15 stabilisce infatti che ‘in caso di cessazione della Cordata Alpinstica […..], il giudice stabilisce il diritto di uno dei membri della cordata di ricevere dall’altro quanto necessario per il suo mantenimento’, imponendo che quest’ultimo riceva dall’altro ‘gli alimenti per un periodo determinato in proporzione alla durata della cordata stessa’.

Su questo punto il dibattito è acceso. «Mi chiedo se sia giusto dover dare gli alimenti all’ex compagno di cordata se abbiamo deciso di scalare con qualcun altro – ci dice un senatore del PD che vuole mantenere l’anonimato – Se ho tirato le vie per anni, su tutti i gradi, perché devo dare gli alimenti a quella pippa che mi portava lo zaino da secondo? Se il mio ex compagno, con cui andavo in Dolomiti la domenica, ora guarda la Juve su Sky invece di venire a scalare, perché dovrei pagargli un indennizzo?» Domande che toccano le corde più profonde della convivenza sociale, alla quali il dibattito parlamentare dei prossimi giorni dovrà dare delle risposte.

Tra gli addetti ai lavori, spicca la dichiarazione di Simon Yates, compagno di cordata di Joe Simpson nella scalata al Siula Grande, descritta nel romanzo La morte sospesa, che ha immediatamente dichiarato «Gli alimenti per gli ex compagni di cordata? Sapevo di aver avuto ragione quando ho tagliato la corda….»

La senatrice PD Cirinnà difende l’impianto globale del DDL che, a suo parere, «finalmente offre tutele alla parte più debole della cordata, quella che si caga sotto sul quarto grado e non sa nemmeno piazzare una protezione».

Per quanto riguarda le dichiarazioni di voto, Alfano si è detto contrario, ma con 3 sottosegretari in più potrebbe decidere di cambiare idea.

Grillo fa sapere che lascerà libertà di coscienza, mentre il Movimento 5 Stelle ha detto che voterà contro. I Pentastellati voteranno invece tutti a favore e il gruppo di Di Maio ha imposto ai suoi l’astensione, pena una multa salata.

Salvini, con una serie di distinguo, esprime invece un pensiero più articolato: «Gli alpinisti? Tutti ricchioni!»

***

P.S.

Riporto, per conoscenza di tutti, alcuni articoli della legge (quella vera…..) in approvazione che riguardano la convivenza, che si applicano ovviamente anche alle coppie formate da persone di sesso diverso. Attenti a chi vi portate a casa e a quanto si ferma!

Art. 11.
(Della convivenza di fatto)
Ai fini delle disposizioni del presente Capo si intendono per: «conviventi di fatto» due persone maggiorenni unite stabilmente da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale, non vincolate da rapporti di parentela, affinità o adozione, da matrimonio o da un’unione civile.

Art. 15.
1. In caso di cessazione della convivenza di fatto, ove ricorrano i presupposti di cui all’articolo 156 del codice civile, il giudice stabilisce il diritto del convivente di ricevere dall’altro convivente quanto necessario per il suo mantenimento per un periodo determinato in proporzione alla durata della convivenza.(Obbligo di mantenimento o alimentare)

 

«Sul K2 Compagnoni diede un calcio a Bonatti in curva». E si riaprono le polemiche.

A più di 50 anni dalla conquista del K2 da parte della spedizione italiana coordinata da Ardito Desio, si riapre l’annosa polemica sulla prima salita del gigante del Karakorum.

Un video ritrovato negli archivi del CAI sembrerebbe finalmente dare ragione a Walter Bonatti che ottiene così post mortem il riconoscimento finale della verità. Il video mostra infatti che durante la salita, Compagnoni infastidiva Bonatti, con continui rallentamenti, staccate troppo ritardate, improvvise accelerazioni e traiettorie di curva del tutto anomale.

Il momento dell'incidente

Il momento dell’incidente. Bonatti e’ ormai quasi a terra.

L’alpinista bergamasco da parte sua, senza mantenere la dovuta calma, rispondeva alle provocazioni, cercando di danneggiare il suo compagno, rovinando in ogni modo la traccia sulla neve fino a colpirlo con una testata sul casco. Al culmine degli screzi, Compagnoni sferra un calcio a Bonatti che, dopo aver perso l’equilibrio ed essere caduto, viene lasciato solo per una notte intera e costretto ad un bivacco all’addiaccio a 8000 metri.

Compagnoni solo verso la vetta 2

Compagnoni da solo verso la vetta del K2

Tra tutti i particolari non noti di questa querelle più che cinquantenaria, la più grossa novità è quella relativa al fatto che il K2 è stato scalato con le moto da neve, anziché a piedi come tutti hanno creduto fino ad oggi. Inoltre sembra che le polemiche sulle bombole di ossigeno siano in effetti da riferirsi alle taniche di benzina. Bonatti, ormai appiedato, avrebbe in sostanza cercato gli altri due alpinisti, chiamandoli più volte nella notte, in quanto questi ultimi si erano portati via le taniche con il carburante.

Lacedelli, Compagnoni e Bonatti alla partenza dall'ultimo campo a 7900 metri di quota

Lacedelli, Compagnoni e Bonatti alla partenza dall’ultimo campo a 7900 metri di quota

Dalle ricerche condotte sui documenti dell’epoca ancora disponibili, sembrerebbe che Compagnoni sia stato indotto a danneggiare il compagno di cordata per favorire Lino Lacedelli, più di lui vicino alla conquista del campionato mondiale di moto-montagna, edizione 1954.

Ora gli eredi di Bonatti chiedono la squalifica di Achille Compagnoni e pretendono che nella prossima scalata i suoi famigliari partano dall’ultima fila. Sarà difficile per loro raggiungere gli altri alpinisti che, partendo tra i primi, non dovranno fare la coda per passare sulle scalette sistemate sui crepacci. Staremo a vedere.

Lo scandalo Volkswagen si estende all’arrampicata. l’IFSC: «Alex Megos non è Euro 6»

Francoforte. Lo scandalo Volkswagen sulle emissioni inquinanti prosegue con inattesi risvolti. Su richiesta del Governo tedesco, diverse istituzioni hanno infatti avviato controlli a tappeto in tutti i settori dove esistono regolamentazioni relative ai limiti sui gas inquinanti. In questo ambito, durante un controllo a sorpresa effettuato sul ventiquattrenne climber tedesco Alexander Megos nel corso dei suoi allenamenti, gli inquirenti della IFSC (International Federation of Sport Climbing) avrebbero rilevato emissioni del tutto fuori controllo rispetto agli standard Euro 6 imposti dalla UE.

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Il test è stato effettuato in palestra durante gli esercizi al trave e le emissioni di gas inquinanti dell’atleta sarebbero state fino a 30 volte superiori alla norma per alcuni componenti tra cui il particolato di wurstel e crauti, i vapori di weissbier e il livello di carbonato di magnesio (MgCO3), comunemente conosciuto come magnesite. Nelle procedure di test messe a punto dai britannici dell’FNRI (Flatulence National Research Institute) particolare attenzione è stata posta alla valutazione dell’inquinamento acustico, anch’esso risultato fuori norma, avendo superato la soglia dei 70 decibel. Il climber si è mostrato molto sorpreso dei risultati del test e ha dichiarato di avere la coscienza a posto in quanto non mangia wurstel da due anni, i crauti non li ha mai potuti digerire e quanto alla weissbier, non ne beve a causa di problemi alla vescica. Sull’inquinamento acustico, l’atleta ha dichiarato trattarsi di una innocente abitudine goliardica che condivideva per gioco con i suoi compagni di classe ai tempi del liceo.

Emissioni fuori norma per Alex Megos

Emissioni fuori norma per Alex Megos

Intanto la FEDME (Federación Española de Deportes de Montaña y Escalada),  insospettita da queste rivelazioni, ha effettuato un sopralluogo a Siurana, dove lo stesso Alex Megos ha realizzato nel 2013 la prima salita di un 9a a vista, Estado Critico. Le prime risultanze sarebbero a dir poco esplosive: è stato infatti trovato alla base della via, nascosto in un buco nella roccia, un chip progettato da Volkswagen contenente un software che secondo le perizie tecniche avrebbe avuto il compito di ingrandire le prese della via durante la salita di Megos. Il dispositivo, pilotato da un sistema di riconoscimento delle impronte digitali posizionato sulla prima presa, riconosceva la mano di Megos e consentiva, attraverso un meccanismo nascosto dietro alla superficie rocciosa, di espandere alcune delle tacche del passaggio chiave, rendendo la via molto più facile. Ulteriori accertamenti sono in corso e rimane da chiarire se l’atleta fosse a conoscenza dell’illecito o se oppure si sia trattato di una macchinazione della federazione tedesca atta a favorire il giovane climber, a sua insaputa, nel superamento di questo importate traguardo sportivo.

Alexander Megos su Estado Critico a Siurana (9a, prima salita a vista, 2013)

Alexander Megos su Estado Critico a Siurana (prima salita di un 9a, a vista, 2013)

La Cancelliera Angela Merkel si è detta scandalizzata da queste ultime rivelazioni: «Faremo chiarezza e chi dovrà pagare, pagherà. Ma non accetteremo imposizioni sulle nostre abitudini alimentari».

Adam Ondra ha difeso il collega Megos dicendo che le sue emissioni di wurstel e crauti non sono tali da modificare in modo sensibile le prestazioni. «Probabilmente anch’io non sono in regola con il particolato di cavoli e patate che noi in Repubblica Ceca mangiamo anche a colazione. La prestazione di Megos a mio parere rimane valida. Riguardo al fatto che alcune prese sarebbero state ingrandite con il chip Voskswagen, non ci credo, anche perché su quella via prese piccole non ce ne sono. Basta guardare il video su Youtube, quello che Mogos non aveva visto prima di fare la via…»

Si teme ora un’escalation dello scandalo in quanto la IFSC vorrebbe testare tutti gli atleti che partecipano alla Coppa del Mondo. Il torinese Stefano Ghisolfi ha protestato. «Non rinuncerò mai alla bagna cauda prima delle gare: il richiamino di aglio mi dà la giusta carica prima della competizione e persino la mia fidanzata accetta di buon grado la mia alitosi pur di favorire le mie prestazioni», ha dichiarato l’atleta di punta della Nazionale Italiana. D’altra parte il giapponese Sachi Amma ha detto di non avere problemi: «Dottor Zanchetta, vorrà dire che mangerò meno sushi: con i prezzi che avete qui in Europa, in sei mesi mi compro un appartamento a Tokio».

Jolly Lamberti candidato al premio Nobel per la letteratura

Stoccolma. L’Italia ha un nuovo possible Premio Nobel per la Letteratura: si tratta del climber Alessandro Jolly Lamberti, guida alpina, noto tra l’altro per essere stato il primo italiano a salire un 9a (Hugh a Les Eaux Claire, Francia) e per aver effettuato la prima salita invernale della difficilissima via Fram (Parete Sud della Marmolada, 7b+ obbligatorio). Jolly ha infatti recentemente pubblicato la sua ultima fatica editoriale: il libro si intitola Run Out e, a differenza delle sue prime pubblicazioni, dedicate alle tecniche di allenamento per l’arrampicata, ripercorre, in un intimo e tormentato sentiero alla ricerca della Verità, la sua vita dalla tenera giovinezza fino ad oggi. È un’opera di altissima ed erudita letteratura, che non ha nulla da invidiare ai lavori di grandi scrittori e poeti italiani come Giosuè Carducci, Grazia Deledda, Luigi Pirandello, Salvatore Quasimodo, Eugenio Montale e Dario Fo che prima di lui hanno potuto fregiarsi della medaglia d’oro con l’effige di Alfred Nobel.

Jolly Nobel

La candidatura è stata proposta dai sodali dell’Accademia Nazionale del Monodito riunitisi in plenum nei giorni scorsi. Nel documento reso pubblico dall’Accademia, firmato dalla segretaria Dolores Del Medio, in quanto tutti i membri, a causa delle gravi tendiniti, non possono più utilizzare la penna, si legge la seguente motivazione: «Per l’arte della memoria con cui l’autore ha evocato i più inafferrabili destini umani e svelato le sorti della vita e del mondo sotto la privilegiata lente d’ingrandimento della trazione su un monodito»

Accademia

La candidatura di Jolly al Nobel da parte dell’Accademia Nazionale del Monodito

L’Accademia ha dunque colto il valore universale dell’arte di Jolly, che nella sua opera si interroga sulle grandi questioni dell’esistenza umana, toccando temi profondi e trascendenti, come in questo brano:

Guidare di notte in autostrada, ingurgitando ettogrammi e ettogrammi di zucchero raffinato e artificialmente colorato, masticando decine di palline colorate, sputandone fuori le scorie ormai indurite e prive di sapore, per poi prenderne in bocca altre e altre ancora, godendo di quel piacere perfetto e illusorio che scatursice dalla insaziabilità. […]. Potrei uccidermi mangiando gomme a palla senza fermarmi mai, fino a sprofondare nel limbo del coma iperglicemico. [Dal cap. 33, Le mie cose favorite, pag. 219].

In questo passo Jolly scandaglia, nel buio della notte, gli abissi dell’animo umano combattuto tra la cullante dolcezza di una fila di gomme a palla e le pulsioni autodistruttive della bulimia: vivida metafora delle contraddizioni del mestiere di vivere.

gomme

Nel libro non mancano accenni ai grandi temi ambientali, più che mai di attualità, dal riscaldamento globale al consumo dei suoli, fino alla gestione dei rifiuti, seppur filtrati in chiave di igiene personale.

In quegli anni ero solito camminare sotto le pareti a piedi nudi, un po’ per fare il coatto e un po’ per far respirare il piede, sempre costretto dentro le scomodissime pedule d’arrampicata. Una specie di fungo mi si era formato nelle insenature tra le dita, fungo che si manifestava producendo una fetida ricottina marcia che, mischiandosi con la sporcizia raccolta nell’andare a piedi nudi, formava dei sedimenti grigio-nero-bianchi, che risultavano crostosi là dove fuoriuscivano dall’interstizio (e si seccavano) mentre rimanevano schiumosi là dove restavano protetti dal caldo umido delle dita dei piedi.  [Dal cap. 14, Fine anni’80, Petrella Liri, pag 81].

Attraverso il crudo impatto visivo di una prosa volutamente ripugnante e nauseabonda, l’artista tratteggia in maniera sintetica ed efficace uno dei più gravosi problemi dell’umanità: la formaggella micotica ai piedi.

run out copertina

Run Out, il nuovo libro di Alessandro Jolly Lamberti

Alcuni episodi di vita vissuta descritti nel libro evidenziano il profilo di un galante corteggiatore, un raffinato e garbato latin lover, un fine conversatore, abile ed estroverso, molto attento ai rapporti con le dame che a vario titolo si legano all’altro capo della sua corda. Una lezione di educazione e savoir-faire per coloro che, solo perché una donna ha le mani sporche di magnesite, si sentono autorizzati ad abdicare ai principi della cavalleria e della buona creanza con il gentil sesso. Leggiamo:

Abilmente feci una asola di bloccaggio, con controasola di sicurezza, a valle del Gri-Gri, per evitare che si potesse sbloccare accidentalmente (non per niente stavo per diventare una guida alpina). Ci vollero pochi istanti. Lei non si era accorta di nulla.
“Stai attento, ora per colpa tua mi sono stancata, mi hai fatto stare due ore su quel passaggio dimmerda”.
Mi incamminai sul sentiero che costeggiava la falesia. L’aria era fresca, le querce cominciavano già a macchiarsi di rosso, qualche foglia qua e là. Ottobre era il mio mese preferito per arrampicare. Il clima migliore. Cominciavo la stagione. Come fosse l’inizio dell’anno scolastico.
“Va bene”, risposi in automatico.
In risposta ci fu un silenzio attonito: la mia voce le stava arrivando da una angolazione diversa: quella di un osservatore che si stava allontanando.
Finalmente guardò sotto, e si rese conto che non c’era più nessuno, a farle sicura.
Quando cominciò a urlare, ormai avevo girato l’angolo del sentiero.
“Sei pazzo!! Pazzo! Mi fai paura”. [Dal cap. 18, Sfoghi, pag. 108].

L’Accademia proponente ha inoltre valutato positivamente i brani che lo stesso autore definisce erotici, ravvisando in essi anche una valenza medico-scientifica. Eccone uno:

Se fossi stato genuinamente me stesso, 14 minuti sarebbero stati anche troppi e dopo i primi rapidissimi secondi, gli altri si sarebbero dilatati in 14 interminabili ore di imbarazzo. Ma l’alcol mi aveva salvato, aveva funzionato come un miracoloso elisir di coraggio e potenza, e quando lei si inginocchiò davanti a me per baciarmi, con la testa in su per potermi guardare mentre lo faceva, sorridendo e gemendo dolcemente di piacere, riuscii a resistere, senza neppure dovermi ripetere mentalmente tutti e trentasette i passaggi della via di 8b che stavo provando. [Dal cap. 20, Primi anni ’90. Terminillo, pag. 128].

Il sessuologo-letterato Jolly indica dunque una nuova strada per soluzione del problema della eiaculatio precox: se proprio non potete farvi mezzo litro, è sufficiente, durante la copula o la fellatio, ripassare i movimenti del vostro 8b. E voi, ragazze, non lamentatevi più dei vostri non-performing partners: trovategli un 8b da provare, ma che sia molto duro, continuo e che abbia almeno 50 movimenti, per un piacere intenso e prolungato.

Secondo le indicazioni degli accademici è poi degno di nota il sincero e sconfinato amore che lo scrittore manifesta per i suoi allievi, un amore nato e cresciuto nelle lunghe giornate da maestro di arrampicata nella sua palestra o nei corsi in falesia. Leggiamo questo brano, intriso di passione per l’insegnamento e di autentica devozione verso i suoi discenti:

Ho il calo glicemico. Proprio oggi, un’altra rompicoglioni mi ha fatto saltare il consueto panino bresaola e melanzana, attaccandomi un pippone sul fatto che lei faceva le ferrate e voleva fare un corso di arrampicata soltanto per andare meglio in montagna, che la scalata sportiva non le interessava ma la voleva praticare come allenamento per la montagna… bla-bla-bla, parole che ho sentito mille volte: so che sono tutte stronzate e che poi quel tipo di soggetto entrerà in fissa proprio con la scalata sportiva. [Dal cap. 51, Il calo glicemico, pag. 319].

Sembrerebbe che molti allievi della sua palestra, apprezzando la sincerità di Jolly e non volendo più arrecare disturbo, dopo la lettura del libro abbiano chiesto il rimborso dell’abbonamento per andarsi ad allenare presso altre strutture. Alcuni avrebbero addirittura cambiato sport, per evitare, in caso di incontri in falesia, di turbare la meditabonda quiete del Maestro durante il suo pranzo al sacco.

Jolly su Fram (Parete Sud della Marmolada), 1992, Prima salita invernale

Jolly su Fram (Parete Sud della Marmolada), 1992, Prima salita invernale

Acute, intense e penetranti le sue costruttive riflessioni sul mestiere di guida alpina, una sorta di vademecum deontologico che dovrebbe a nostro parere ispirare tutta la categoria.

La guida è la puttana delle pareti. Va con chiunque, basta che paghi. Quando si è in parete, la corda, che viene giuntata proprio all’altezza dei genitali, diventa la prolunga del sesso e del senso; quando infilo la corda nell’imbracatura di qualche cliente, e poi la infilo nella mia, l’energia inizia a scambiarsi, non importa se etero o omo, se sensuale o sessuale.
Per 200 mila lire mi lego al primo che capita.
Ma è peggio che per una puttana. Perché la guida, pur essendo stata comprata, diventa padrone del primo che capita, padre, tutore, per 200 merdose mila lire diventa responsabile assoluto di una vita, diventa un Dio.
Sono poche 200 mila lire per una puttana brava come me.
Sono poche 200 mila lire per trasformarsi in un Dio. 
[Dal cap. 41, La puttana delle pareti, pag. 275]

D’ora in poi coloro che si legheranno ancora alla sua corda, sappiano che stanno in effetti intrattenendo rapporti sessuali a pagamento con una meretrice, seppur divina.

L’opera apre quindi al lettore inattese prospettive e rivoluzionarie visioni sui nostri universi e Jolly, moderno Orfeo, attraverso un impercettibile ma ineluttabile climax, ci conduce con la sua nodosa mano dall’Ade dell’apprendersi sul 6a all’Olimpo del fare 10 trazioni su un braccio. E l’umanità intera gliene rende merito.

Non resta che augurarci che la giuria di Stoccolma riconosca la sopraffina arte, l’inusitato talento e l’originale weltanschauung dell’uomo di lettere Alessandro Jolly Lamberti e magari chiuda un occhio sui suoi errori di grammatica.

Il libro costa come una pizza con gli amici, ma è molto più gustoso e non ingrassa. Per maggiori informazioni:

http://www.jollypower.com/libro2.html

L’alpinista e blogger Alessandro Gogna internato in clinica psichiatrica. Il medico “Troppi post”

Milano. Lunedì scorso l’alpinista Alessandro Gogna, stimato scrittore e coordinatore del seguitissimo blog sul sito banff.it (http://www.banff.it/category/gogna-blog/), è stato internato in una clinica psichiatrica per gravi disturbi dovuti ai troppi post e alla dipendenza da social network.

gogna coperta

I primi sintomi del disturbo si sono manifestati la scorsa settimana, quando a pranzo con alcuni amici in un ristorante, apprezzando le trofie al pesto che stava mangiando, ha chiesto al cameriere dove fosse il bottone per mettere Mi piace e poi condividere.

Tornato a casa ha subito scritto un articolo sul suo blog dal titolo Bonatti, la Nord del Cervino e le trofie al pesto, nel quale affermava che prima di partire per Zermatt per la sua solitaria invernale, l’alpinista bergamasco avrebbe appunto mangiato per diversi giorni solo questo piatto e che la salita non dovrebbe essere considerata valida in quanto basilico e pinoli conterebbero sostanze dopanti.

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Trofie, basilico e pinoli: sostanze dopanti, secondo Alessandro Gogna

Subito dopo aver postato l’articolo nei 634 gruppi Facebook a cui è iscritto, Gogna , non ricevendo che pochi like, si è barricato nel suo appartamento armato di pialla e, dopo aver preso in ostaggio alcuni storici cunei di legno recuperati sul Civetta nel 1972, ha minacciato di darsi alle fiamme utilizzando i trucioli da essi ottenuti, qualora le autorità non avessero immediatamente cancellato la salita di Bonatti dagli annali.

A questo punto sono intervenuti alcuni famigliari che, dopo aver cambiato le password di amministratore del suo blog e del suo account Facebook, lo hanno immobilizzato, messo in condizioni di nuocere a se stesso e agli altri, e trasportato presso la più vicina clinica psichiatrica.

Il dottor Massimo Micalo che lo ha preso in cura, pur manifestando un cauto ottimismo, ha affermato che la terapia sarà lunga e difficile. «Dottor Zanchetta, – ci ha detto lo psichiatra – la disintossicazione deve avvenire gradualmente e pertanto in questi primi giorni gli è stato consegnato in uso uno smartphone, seppure con accesso limitato e con molti siti bloccati. Potrà consultare i siti ufficiali del CAI, del Soccorso Alpino, il sito ufficiale di Chris Bonington e i cataloghi di chiodi storici dei musei di Reinhold Messner. Rigorosamente vietati invece la lista delle funivie del Supersky Dolomiti e del MonteRosa Skirama, le foto dei chiodi a pressione di Cesare Mastri sul Cerro Torre, il sito 8a.nu e il blog di Caterina Balivo, che presto condurrà su RAIDUE il reality show Monte Bianco».

Nella seconda fase della terapia gli verranno invece proiettati alcuni film di eroiche storie dell’alpinismo, tra cui Cliffhanger, Assassinio sull’Eiger, La Montagna, con l’indimenticato Spencer Tracy e Mary Poppins, archetipo di libertà nei cieli e ispiratrice del moderno parapendio.

Nella terza ed ultima fase gli saranno consegnati dei libri da colorare con i profili di alcune montagne molto conosciute, tra cui Cervino, Tre Cime di Lavaredo e Everest, associate ad alcuni oggetti come ad esempio souvenir delle piramidi di Giza in plastica, coppe di gelato, barattoli di marmellata. «Questo dovrebbe far regredire la sua malattia e riportarlo ad una stato di normalità nel quale dovrebbe tornare a riconoscere le montagne come montagne, gli sciatori come sciatori e i reality show come reality show» a affermato il dottor Micalo.

La famiglia ha ricevuto moltissime attestazioni di vicinanza da parte di importanti personalità della montagna e dell’arte, tra cui Andy Warhol Jr. fondatore della nuova Pop-up art e autore dell’opera 101 Gogna Facebook Notifications, esposta al MoMA di New York, e ispirata proprio alle infinite liste di notifiche generate da Gogna.

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Andy Warhol Jr: 101 Gogna Facebook Notifications, MoMA, New York, manifesto della nuova pop-up art

Dal giorno del ricovero, molti utenti Facebook, non ricevendo più le oltre venti notifiche giornaliere provenienti da Gogna Official, Gogna Unofficial, I Ragni di Gogna, Gogna Moderna e Donne con le Gogne, credendo in un malfunzionamento del computer, hanno reinstallato l’applicazione Facebook, con gravi perdite di dati.

Scontri si sono registrati tra la polizia e gli attivisti dei movimenti NO BANFF, informati sull’accaduto sin dalle prime ore del mattino, che hanno sfilato con festeggiamenti e caroselli improvvisati davanti alle sedi del Club Alpino Italiano di tutta Italia. Tutto si è risolto con la rottura di qualche bacheca degli avvisi e con il furto di alcune corde di canapa in uso alla Commissione Gite.

I principali provider internet, pur esprimendo costernazione e vicinanza alla famiglia per la situazione dell’alpinista, hanno immediatamente annunciato un sensibile taglio agli investimenti e hanno cancellato gli ordini per gli upgrade hardware necessari allo stoccaggio di tutti gli articoli di Gogna, che ormai hanno raggiunto qualche miliardo di TeraByte. D’altra parte, a Wall Street  il titolo di Oracle, il software per la gestione della base dati di Gogna, ha perso in pochi minuti circa il 10% del valore, prima che la contrattazione venisse sospesa.

La nostra redazione augura ad Alessandro una pronta guarigione e auspica di poter presto rileggere le interessanti liste di regolamenti da lui pubblicate, gli interventi dei presidenti in 342 cartelle, le doverose e improcrastinabili controrisposte dei vicepresidenti vicari in 456 cartelle, i documenti programmatici della CNSASA (Commissione Nazionale Sali Alto Scendi Alticcio), le schede tecniche del CNSAS (Corpo Nazionale Sauvignon, Aglianico e Sangiovese), gli inviti ai cocktail del CAI-TAM (CAI Tutela Ambiente Mondano) e i comunicati stampa del CAGAI (non è una sigla).

Nell’attesa, non avendo nulla da leggere, i fedeli lettori del suo blog avranno finalmente tempo per andare in montagna.

Grillo: «Rifacciamo Céüse a Cesano Maderno con la stampante 3D»

In uno degli ultimi post, Beppe Grillo lancia un’idea destinata a sollevare polemiche.

«Questa classe politica fatta di raccomandati corrotti e incompetenti vuole farci credere che per provare una via sia necessario fare centinaia di chilometri e spendere somme immense per la benzina a favore delle solite lobby dei petrolieri e delle mafie di governo. È ora di dire basta e noi abbiamo la soluzione: fare una copia identica delle falesie preferite proprio sotto casa: è sufficiente un tablet, uno scanner,  un po’ di resina e una stampante 3D».

coperta

Questa è la rivoluzionaria proposta del vulcanico leader pentastellato, che non manca mai di stupire con le sue originali esternazioni.

Lo abbiamo incontrato nella sua casa di Genova per avere più dettagli sulla sua idea.

Nando Zanchetta: Signor Grillo da quale falesia vuole cominciare?

Beppe Grillo: Direi da Céüse, è da sempre la più  bella ed ora è tornata di moda dopo la libera di Biografie fatta da Stafano Ghisolfi. Abbiamo individuato un sito vicino a Cesano Maderno che andrebbe benissimo. Li ci sono le majorette che possono fare in po’ di animazione sotto alle pareti. E poi è in pianura così si evita il sentiero. Lei lo sa….due palle! Arrivi su già stanco e poi non ti tieni. E la mafia e le multinazionali ci guadagnano.

Nando Zanchetta: In che senso?

Beppe Grillo: Non faccia finta di non capire…..se lei non si tiene, si allenerà di più e magari si comprerà anche gli integratori, gli amminoacidi e tutte quelle porcherie che usate voi climber. Ed ecco che ci guadagnano le potentissime lobby delle palestre di arrampicata e quelle dell’industria chimica, che già incassano centinaia di miliardi con la storia delle scie chimiche.

Nando Zanchetta: Ora capisco. E a che settori avete pensato?

Beppe Grillo: Tutti eccetto Berlin, perché la Merkel ci sta sui coglioni! A Face de Rat mettiamo invece un poster gigante con la faccia di Renzie, il nostro topo di fogna preferito!

Nando Zanchetta: E il settore Cascade?

Beppe Grillo: Rifacciamo anche quello ma nella cascata invece dell’acqua ci mettiamo il vino: pensavamo a uno spumantino Franciacorta DOCG: ricorda il paese di origine della falesia ma valorizza i prodotti nostrani. Anche se a Céüse le vie non sono proprio corte…..

magnum

Franciacorta Brut Cuvée: prosecchino al settore Cascade, a Cesano Maderno

Nando Zanchetta: E avete pensato anche dei tiri nuovi?

Beppe Grillo: Si, proprio a Face de Rat, accanto alle altre vie dure vorremmo aprire tre tiri nuovi di zecca.
Il primo si chiamerà Meno banche, più zanche, che esprime un desiderio non solo degli arrampicatori di ma di tutti gli italiani. È un tiro quasi totalmente indipendente ma prende in prestito, con microcredito a tasso agevolato, una delle zanche (si fa per dire) di Race de Fate, 8b. Per pochi euro di interessi direi che vale la pena.
Il secondo lo chiameremo Roghi per Draghi, più che una via direi un auspicio. Non è mai troppo tardi per reintrodurre la Santa Inquisizione.
Il terzo è Un Petard pour Christine Lagarde, una via scoppiettante in onore del Direttore Operativo del Fondo Monetario Internazionale.

Face de rat + list

Tre nuove vie al settore Face de Rat: 8 – Meno banche, più zanche;    9 – Roghi per Draghi;      10 – Un Petard pour Christine Lagarde

Nando Zanchetta: Ma non le sembra in questo modo di violare la sacralità e la storia arrampicatoria di quelle pareti?

Beppe Grillo: Dottor Zanchetta, lei è un pennivendolo al servizio dei soliti noti. Il paese è con noi. Con pochi euro di investimento creiamo un indotto incredibile. Invece di fare la TAV e l’Expo, che arricchiscono solo le lobby e le mafie, ecco un’opera veramente utile.

Nando Zanchetta: E i soldi?

Beppe Grillo: Dottor Zanchetta, lei è un troll pagato dai finanzieri di Wall Street. I soldi non sono un problema: quando avremo il 100% dei voti, usciremo dall’Euro e quindi i soldi ce li stampiamo da soli.

Nando Zanchetta: Come sarà composto lo staff di supporto?

Beppe Grillo: La senatrice Taverna, vista l’ugola di cui dispone, urlerà i movimenti da sotto per coloro che vogliono fare le vie flash. Sarà inoltre incaricata di urlare Ladri  a quelli che partono con la corda passata nel secondo rinvio.
Il senatore Crimi, pagando un piccolo extra prima di partire per la via, dirà le parolacce  al posto di quelli che cadono all’ultima presa: risparmiano il fiato per il prossimo tentativo.
Di Maio farà il fighetto alternativo in giacca e cravatta parlando forbito (è l’unico che ci riesce) per rimorchiare le arrampicatrici mentre i fidanzati scalano.
Di Battista, andrà in giro a incoraggiare i climber ripetendo che con la partecipazione di tutti ce la possiamo fare a liberare il paese dalle mafie e anche a liberare la via. “Un movimento ciascuno e siamo in catena, ognuno secondo le sue possibilità”. Io, alla mia età, farò solo i riposi.
Casaleggio, oltre a contare i soldi in cassa la sera, si occuperà della comunicazione, cioè non farà un cazzo, come al solito.

Nando Zanchetta: Ma il PD dice che si tratta di un’opera inutile e che il paese ha altre priorità: lavoro, debito pubblico, immigrazione…..

Beppe Grillo: Quelli del PD meno Elle sono dei cadaveri che dovono stare zitti perché non hanno fatto niente per il paese. Sull’occupazione Renzie non è stato capace di creare un solo posto di lavoro, mentre noi a Cesano Maderno impiegheremo almeno 15 persone, anche se solo nei fine settimana. Sul debito pubblico, solo di tasse e IVA saremo in grado di far incassare all’erario almeno 1500 euro al mese. E sull’immigrazione siamo convinti che un simile progetto allontanerà molti clandestini: nemmeno i profughi vorranno rimanere in un paese dove si fa una minchiata del genere! Lei che ne dice?

Nando Zanchetta: Perché? A me sembra un’ottima idea…..

Alfano «Rifugi CAI per i profughi». E compaiono i vu’ cumpra’ sulla Normale al Bianco

Courmayeur. Il Ministro dell’Interno Angelino Alfano ha comunicato che nel corso del Consiglio dei Ministri svoltosi lunedì scorso è stato deciso l’utilizzo dei rifugi di montagna del Club Alpino Italiano per ospitare i profughi che sbarcano in Sicilia.

bianco alfano

Il decreto, entrato immediatamente in vigore, mette a disposizione dei prefetti le strutture dei rifugi CAI, indipendentemente dalla quota o dall’ubicazione, per tutti i posti branda disponibili.

I primi profughi hanno cominciato ad occupare le sedi assegnate e sembra non ci siano state difficoltà nelle operazioni di trasferimento, a parte qualche problema per i rifugi in quota, difficilmente raggiungibili dagli extracomunitari equipaggiati solo con ciabatte infradito.

Tra i primi ad essere stati occupati c’è il rifugio Onorio Falier alla Marmolada di Ombretta. Gli ospiti, in gran parte eritrei e somali, dopo aver preso possesso delle loro brande, hanno subito familiarizzato con gli alpinisti presenti al rifugio, che hanno volentieri insegnato ai profughi i primi rudimenti della loro disciplina. Il giorno successivo uno di loro, Mossad Hussain, ha aperto un piccolo chiosco di kebab nella nicchia della via Attraverso il pesce. Il business sembra andare a gonfie vele, visto che pochissime sono le cordate che riescono a percorrere la via in giornata e un pasto caldo in parete fa sempre piacere. Anche se molti considerano un disturbo per la vista il fumo dell’arrosto che continuamente fuoriesce dalla nicchia, sino ad ora l’iniziativa è comunque stata apprezzata da gran parte dei ripetitori di questo impegnativo itinerario.

Diversa è la situazione sul Monte Bianco. Il Rifugio Torino è sovraffollato ben oltre i limite di capienza e molte sono le lamentele di coloro che frequentano il rifugio. Per poter servire il consueto servizio mensa è stato richiesto ad alcuni profughi di lavorare in cucina, ma lo shawarma di pollo, troppo piccante, non ha incontrato il favore degli sfortunati avventori. Gli alpinisti diretti alla vetta del Monte Bianco hanno inoltre protestato a causa dell’elevato numero di vù cumprà presenti sul ghiacciaio. Collanine, braccialetti in pelle, giacche in Goretex marcate Dolce & Gabbana, altimetri marcati Cartier, ramponi in plastica, piccozze con manico fosforescente, tutto Made in China,  sono i prodotti più venduti. Tra gli extracomunitari si sono anche inseriti alcuni venditori ambulanti napoletani con i loro carretti ramponati e le valli risuonano piacevolmente dei loro gridi cocco bellooooo…. granatineeee…… A causa della corsa agli acquisti,  gli sciroppi di orzata e tamarindo per le granatine sono tuttora irreperibili nei supermercati di tutta la Valle D’Aosta. Nessun problema invece per il ghiaccio tritato, reperito direttamente il loco.

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Un vu’ cumpra’ ai satelliti del Tacul

Angelino Alfano, promotore dell’iniziativa ha dichiarato ai nostri microfoni che «ognuno deve fare la sua parte e la comunità alpinistica non deve sottrarsi alle proprie responsabilità».

La Presidente della camera Laura Boldrini si è trasferita con il suo ufficio in una una tenda da bivacco al Col du Midi, ma qualche ora dopo è stata fatta sgomberare dalla Gendarmerie di Chamonix. «È offensivo per la dignità dell’alpinista non poter acquistare un Rolex falso a 4000 metri» ha dichiarato.

Matteo Salvini, al grido di Forza Crepaccio, ha invitato attivisti e sostenitori a recarsi sul ghiacciaio del Monte Bianco dotati di asciugacapelli, in modo da favorire il cedimento dei ponti di neve sui crepacci che possono così più facilmente inghiottire gli incauti extracomunitari.

L’Associazione Guide Alpine Italiane (AGAI), ha invece protestato dichiarando che quella della Guida Alpina è l’unica figura professionale abilitata dalla legge a vendere collanine, orologi e cocco bello sui ghiacciai. «È una questione di sicurezza: un passo falso mentre si sceglie la collanina potrebbe essere fatale», ha detto il presidente Cesare Cesa Bianchi.

L’onorevole Di Battista (M5S) ha invece dichiarato che i rifugi costano troppo, i gestori sono tutti corrotti al servizio delle lobby del sacco-lenzuolo e delle multinazionali del minestrone ed ha annunciato che i parlamentari del Gruppo rinunceranno al gettone doccia a favore di un fondo per i piccoli e medi alpinisti. «E’ vero, puzziamo un po di sudore, ma abbiamo già raccolto 40 euro», si inorgoglisce Di Battista.

Renzi ha invece valutato positivamente l’iniziativa: «Il governo sta gestendo l’emergenza», ed ha poi concluso «Nel prossimo consiglio direttivo del partito proporrò il cambio del nome da PD a PD+. Dottor Zanchetta, il paese cresce!»

Merkel: «Sgradare Kalymnos o Grecia fuori dall’Europa». Varoufakis «È una culona inassicurabile»

Kalymnos (Grecia). La cancelliera tedesca Angela Merkel, accompagnata dal Ministro dell’Economia Wolfgang Schäulbe, ha incontrato il Primo Ministro greco Alexis Tsipras a Massouri, in una Kalymnos blindata per motivi di sicurezza.

merkel kalymnos

Nel corso dei lavori è stato presentato il nuovo piano di rientro preparato dal ministro delle finanze Yanis Varoufakis. Il piano prevede la ristrutturazione del debito verso FMI e banche, tra cui la più esposta sembrerebbe essere la tedesca Petzl Bank. Il debito ammonta attualmente a circa 55.500 piastrine, 48.500 fix, 3.500 catene di sosta e moltissime tonnellate di magnesite. Il livello del debito è cresciuto vertiginosamente negli ultimi anni a causa delle politiche clientelari a favore degli arrampicatori cagasotto di tutte le nazionalità, che frequentano l’isola e che vogliono uno spit ogni metro.

Il protocollo d’intesa stabilisce che il materiale, se non pagato entro fine 2015, dovrà essere restituito integralmente, con conseguente schiodatura, in caso di default, di quasi tutti i settori di Kalymnos e l’immediata uscita della Grecia dalla zona EuroClimb. Lo spettro del Grexit si fa dunque sempre più concreto.

Secondo alcune indiscrezioni, anche il settore Poeti, attrezzato nel 1997 con il materiale portato dello scopritore Andrea Di Bari, fortissimo climber della prima ora e oggi regista di successo, dovrebbe essere schiodato per poter pagare gli interessi ai creditori. Appresa la notizia, il Di Bari si sarebbe legato per protesta alla sosta di Omero, placca infernale su microtacche, uno dei pochi 7a veri dell’isola, e minaccerebbe di gettarsi nel vuoto davanti agli obiettivi della macchina da presa da lui collocata sotto alla via allo scopo di realizzare la scena clou del film horror Bouldergeist, che sarà con tutta probabilità pubblicato postumo.

La locandina del film di nuovo fil di Andrea di Bari Bouldergeist

La locandina del nuovo film di Andrea di Bari Bouldergeist.
Per chi volesse vedere i bellissimi corti e mediometraggi di Andrea Di Bari www.andreadibari.it
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Angela Merkel ha tuttavia dichiarato che il piano di Varoufakis non è sufficiente e che ci vogliono riforme più incisive: si è riferita in particolare all’abolizione del saganaki chees servito nei ristoranti di Massouri, fritto nell’olio vecchio di giorni e giorni e ai troppi calamari, spesso congelati, gommosi e immangiabili. Per non parlare della birra Mythos definita dalla Merkel kaltpissen (letteralmente piscio freddo).

saganaki mythos

Mythos e Sagananki cheese: due gradi (…..in meno) in sette giorni

La Cancelliera si è inoltre soffermata sul problema dei gradi regalati. «Non è accettabile – ha detto la cancelliera in conferenza stampa- che le vie di Kalymnos siano così sopragradate. Si tratta di concorrenza sleale da parte della Grecia verso gli altri partner Europei. I nostri climber si spaccano i tendini sui monoditi del Frankejura per fare il grado, mentre a Kalymnos su tutte le vie dal 4c all’8c trovi solo zanche o al massimo Zanchette. Riteniamo pertanto necessario che, come ulteriore condizione per la permanenza della Grecia in Europa, tutte le vie di Kalymnos vengano sgradate di almeno due gradi».

Stamane all’apertura delle borse europee, i mercati hanno reagito male all’ipotesi di accordo: a Francoforte il valore della guida Climbing in Kalymnos di Aris Theodoropoulos, edizione 2010, ha perso in pochi minuti il 35% e la contrattazione è stata più volte sospesa per eccesso di ribasso. L’agenzia Fitch ha declassato il volume a junk (carta straccia). Blocco delle compravendite sul mercato secondario anche per i fogli volanti dei nuovi settori che il Fatolitis Snak Bar di Massouri distribuisce agli scalatori. Il titolare, per reazione, ha immediatamente aumentato l’Aperol Spritz all’inaudito prezzo di 15 Euro. Tempi duri dunque per i climber amanti dell’aperitivo!

Il ministro delle finanze Varoufakis, da noi intervistato, ha invece dichiarato che la cancelliera Merkel in realtà ha il dente avvelenato per altri motivi. «Voleva fare il suo primo 6b proprio a Kalymnos, come tutti, ma non è riuscita e quindi ci è rimasta male» (Varufakis ha usato il termine ροσικατο ndr). «L’ho portata al settore Arginonta, il più regalato di tutti, con i 6b che sono in realtà 5a, ma abbiamo subito avuto difficoltà a trovare un’imbragatura della sua misura. Abbiamo poi dovuto fare uno sbancamento con le ruspe (per questo abbiamo chiamato Matteo Salvini) per mettere dei contrappesi in cemento armato per poterla tenere sui voli. Infine le guide alpine hanno predisposto una serie di paranchi e una batteria di grigri in serie per attutire i colpi. Tutto ciò è molto penoso per il nostro popolo. Dottor Zanchetta, – ha concluso parafrasando l’ex primo ministro di un altro paese – lo dico a lei in confidenza, la Merkel è una culona inassicurabile».

Alberto Martini

La Culona inassicurabile (Alberto Martini – La purificazione dell’esercito prussiano – Danza Macabra Europea n. 21, 1915)

Giornata Mondiale dell’Arrampicata. Papa Francesco: «Misericordia per i più ghisati». Poi libera un 8a flash.

Rodellar (Spagna). Domenica si è svolta la Giornata Mondiale dell’Arrampicata alla presenza del Santo Padre sulla grande esplanada sotto al settore Gran Boveda a Rodellar. Migliaia i climber giunti da tutto il mondo per questa giornata di sport  e di preghiera.

boveda Papa

Papa Francesco durante l’omelia ha richiamato l’attenzione dei fedeli sulla necessità di aiutare i più deboli citando San Paolo e la sua Lettera ai Romani (Rm 15, 1): Noi che siamo i forti abbiamo il dovere di sopportare la ghisa dei deboli, senza compiacere noi stessi.

Francesco ha specificato che San Paolo si riferiva in generale alle sofferenze dell’uomo, ma ha aggiunto «Cosa è la sofferenza se non arrivare sotto alla catena completamente ghisati dopo 35 metri di via e poi cadere?».

Il Papa, parlando della sua enciclica De pietate arrampicatoris (La misercordia dell’arrampicatore), ha poi sollecitato tutti a rispettare i più deboli: «Quando andiamo a scalare con qualcuno più debole di noi, dobbiamo considerare anche le sue esigenze e non portarlo solo per dividere le spese  della benzina. Non possiamo pretendere – ha continuato il Papa – che tutti si possano scaldare su quei 7a che i forti conoscono a memoria. Il 7a per i deboli è comunque un grado difficile. Ricordatelo!».

Ha poi proseguito «Se il debole si ghisa o non riesce a fare il passaggio, lasciatelo provare e non date l’impressione di volerlo far scendere solo perché c’è una buona aderenza e voi dovete andare a fare il tentativo». Precetti morali che le migliaia di scalatori giovani e meno giovani hanno fatto propri.

Dopo la messa, il Santo Padre, come gesto di misericordia, ha lavato i piedi a Dani Andrada e Patxi Usobiaga nelle acque del Mascun, il fiume che scorre nella valle di Rodellar. I due campioni, visibilmente emozionati, hanno tuttavia voluto farsi lavare i piedi indossando le scarpette da arrampicata, per non mostrare, in segno di rispetto verso il Papa,  i loro piedi bitorzoluti.

Il Papa, a chiusura della cerimonia, ha poi annunciato di aver avviato presso la Congregazione per le Cause dei Santi il processo di canonizzazione di Wolfgang Gullich, con queste parole: «Fare il primo lancio e tenere il secondo monodito di Action Direct nel 1991 è stato un miracolo, una chiara manifestazione della volontà Divina»

Papa scalatore

Papa Francesco sotto gli strapiombi della Gran Boveda a Rodellar

Il Santo Padre si è poi concesso, in privato, un momento di libertà ed è andato alla Gran Boveda a fare qualche tiro, accompagnato da Dani Andrada. Con sorpresa di tutti, ben guidato nella comune lingua dal bravissimo e paziente Dani, che faceva sicura e gli spiegava i movimenti dal basso,  ha salito flash Coliseum, 8a.

Prova scarpette, con Dani Andrada

Papa Francesco prova le scarpette con Dani Andrada . La Sportiva o Five Ten? Mistero della fede….

La salita si è svolta senza particolari problemi: dopo la prima sezione di resistenza pura, arrivato al knee-bar, dove c’è un riposo totale, Francesco ha giunto le mani e si è raccolto in preghiera per qualche minuto. Dopo il riposone, il Papa ha percorso con fluidità gli ultimi metri della via fino in catena, anche se alcuni dei presenti lo avrebbero sentito urlare puta puta sul bloccaggio finale. Pur non potendo confermare tale illazione,  il pensiero corre ad uno dei suoi recenti tweet, nel quale Francesco afferma che «siamo tutti peccatori».

Nel viaggio di ritorno sull’aereo papale, intrattenendosi con i giornalisti, il Santo Padre, da noi interrogato sui risultati di questa importante missione pastorale, ha laconicamente sentenziato «Coliseum? Dottor Zanchetta, sarà si e no 7c».