Lo scandalo Volkswagen si estende all’arrampicata. l’IFSC: «Alex Megos non è Euro 6»

Francoforte. Lo scandalo Volkswagen sulle emissioni inquinanti prosegue con inattesi risvolti. Su richiesta del Governo tedesco, diverse istituzioni hanno infatti avviato controlli a tappeto in tutti i settori dove esistono regolamentazioni relative ai limiti sui gas inquinanti. In questo ambito, durante un controllo a sorpresa effettuato sul ventiquattrenne climber tedesco Alexander Megos nel corso dei suoi allenamenti, gli inquirenti della IFSC (International Federation of Sport Climbing) avrebbero rilevato emissioni del tutto fuori controllo rispetto agli standard Euro 6 imposti dalla UE.

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Il test è stato effettuato in palestra durante gli esercizi al trave e le emissioni di gas inquinanti dell’atleta sarebbero state fino a 30 volte superiori alla norma per alcuni componenti tra cui il particolato di wurstel e crauti, i vapori di weissbier e il livello di carbonato di magnesio (MgCO3), comunemente conosciuto come magnesite. Nelle procedure di test messe a punto dai britannici dell’FNRI (Flatulence National Research Institute) particolare attenzione è stata posta alla valutazione dell’inquinamento acustico, anch’esso risultato fuori norma, avendo superato la soglia dei 70 decibel. Il climber si è mostrato molto sorpreso dei risultati del test e ha dichiarato di avere la coscienza a posto in quanto non mangia wurstel da due anni, i crauti non li ha mai potuti digerire e quanto alla weissbier, non ne beve a causa di problemi alla vescica. Sull’inquinamento acustico, l’atleta ha dichiarato trattarsi di una innocente abitudine goliardica che condivideva per gioco con i suoi compagni di classe ai tempi del liceo.

Emissioni fuori norma per Alex Megos

Emissioni fuori norma per Alex Megos

Intanto la FEDME (Federación Española de Deportes de Montaña y Escalada),  insospettita da queste rivelazioni, ha effettuato un sopralluogo a Siurana, dove lo stesso Alex Megos ha realizzato nel 2013 la prima salita di un 9a a vista, Estado Critico. Le prime risultanze sarebbero a dir poco esplosive: è stato infatti trovato alla base della via, nascosto in un buco nella roccia, un chip progettato da Volkswagen contenente un software che secondo le perizie tecniche avrebbe avuto il compito di ingrandire le prese della via durante la salita di Megos. Il dispositivo, pilotato da un sistema di riconoscimento delle impronte digitali posizionato sulla prima presa, riconosceva la mano di Megos e consentiva, attraverso un meccanismo nascosto dietro alla superficie rocciosa, di espandere alcune delle tacche del passaggio chiave, rendendo la via molto più facile. Ulteriori accertamenti sono in corso e rimane da chiarire se l’atleta fosse a conoscenza dell’illecito o se oppure si sia trattato di una macchinazione della federazione tedesca atta a favorire il giovane climber, a sua insaputa, nel superamento di questo importate traguardo sportivo.

Alexander Megos su Estado Critico a Siurana (9a, prima salita a vista, 2013)

Alexander Megos su Estado Critico a Siurana (prima salita di un 9a, a vista, 2013)

La Cancelliera Angela Merkel si è detta scandalizzata da queste ultime rivelazioni: «Faremo chiarezza e chi dovrà pagare, pagherà. Ma non accetteremo imposizioni sulle nostre abitudini alimentari».

Adam Ondra ha difeso il collega Megos dicendo che le sue emissioni di wurstel e crauti non sono tali da modificare in modo sensibile le prestazioni. «Probabilmente anch’io non sono in regola con il particolato di cavoli e patate che noi in Repubblica Ceca mangiamo anche a colazione. La prestazione di Megos a mio parere rimane valida. Riguardo al fatto che alcune prese sarebbero state ingrandite con il chip Voskswagen, non ci credo, anche perché su quella via prese piccole non ce ne sono. Basta guardare il video su Youtube, quello che Mogos non aveva visto prima di fare la via…»

Si teme ora un’escalation dello scandalo in quanto la IFSC vorrebbe testare tutti gli atleti che partecipano alla Coppa del Mondo. Il torinese Stefano Ghisolfi ha protestato. «Non rinuncerò mai alla bagna cauda prima delle gare: il richiamino di aglio mi dà la giusta carica prima della competizione e persino la mia fidanzata accetta di buon grado la mia alitosi pur di favorire le mie prestazioni», ha dichiarato l’atleta di punta della Nazionale Italiana. D’altra parte il giapponese Sachi Amma ha detto di non avere problemi: «Dottor Zanchetta, vorrà dire che mangerò meno sushi: con i prezzi che avete qui in Europa, in sei mesi mi compro un appartamento a Tokio».

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