Sgarbi vuole fare Silence  “E’ almeno 10a+”

 

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Flatanger, Norvegia.  Il noto critico d’arte ed ex deputato Vittorio Sgarbi ha deciso di fare Silence, la via di arrampicata più difficile del mondo, salita appena poche settimane fa dopo anni di tentativi da Adam Ondra e valutata 9c.

La decisone di Sgarbi arriva subito dopo aver appreso che il forte climber ceco aveva deciso di ribattezzare Project Hard con il più poetico nome di Silence.

“Sono attratto dal Silenzio, – ci dice Sgarbi – lo pratico spesso e mi sento affine per indole a questo concetto. Voglio fare Silence e credo, senza presunzione, che se provo prima o poi riesco”.

Per ora hai potuto fare sono alcuni tentativi ma sembra che tu sia già a buon punto.

“Nel primo tratto ci sono almeno tre o quattro movimenti di 8b / 8b+ boulder. Tuttavia dopo i primi due, al riposino, mentre do due sgrullate e prendo magnesite, arrivano quelli di Pomeriggio sul Due per chiedermi cosa ne penso del bucato a mano col sapone di Marsiglia. Vorrei mantenere il Silenzio… ma l’argomento e molto allettante e quindi mi dilungo per 30 minuti citando Piero della Francesca, Belen, La Marsigliese, Sant’Agostino, i No Vax,  e il movimento degli omofobi russi e poi mando a fare in culo la gentile conduttrice. Il tutto su due svasi del cazzo: capite bene che a quel punto cado”.

Quindi come esci dal primo tratto duro?

“Abbastanza facilmente: i movimenti li ho fatti, ma poi prima di uscire, arriva la Gruber che mi chiede un giudizio sulla nuova legge per il saluto romano. Vorrei mantenere il Silenzio… ma l’argomento è per me molto coinvolgente. E quindi parlo per 20 minuti citando i Kennedy, il canto gregoriano, le pitture rupestri dell’India Meridionale , la crisi del ’29, gli espressionisti astratti e Povia. Purtroppo dopo tutti ‘sti discorsi, mi ghiso e cado.”

E come hai trovato il tratto con l’incastro a testa in giù?

“Lì in effetti ho qualche problema: la corda non viene, e così a testa in giù, mi va il sangue al cervello, cosa rara per un uomo pacato come me. Vorrei solo dire corda e restare in silenzio… e invece comincio a urlare all’assicuratore capra! capra! capra! … per un quarto d’ora. Ovviamente, non riesco a riposare e quindi cado.”

Cosa hai sentito dentro di te la prima volta che sei arrivato in catena?

“Una grande calma interiore, e ho sentito come un imperativo categorico: Silence, rimanere in Silenzio… ma non sono riuscito e ho cominciato a sfanculare la ghiera che non si apriva, l’assicuratore che mi calava troppo veloce, le scarpette strette, lo stoccafisso della sera prima che era troppo salato, l’aurora boreale, le pecore norvegesi e tutta quella umidità di merda che c’era quel giorno in quella grotta da trogloditi.”

Riguardo al grado cosa ci dici?

“Può sembrare presuntuoso cambiare i gradi dati da Ondra, ma posso garantirvi che per me fare Silenzio è almeno 10a+.”

 

 

 

 

 

 

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