Quarta ripetizione di “Attaccato” a La Poltrona

Il presidente della FASI, Ariano Amici, tenterà il giorno 22 gennaio la sua quarta ripetizione assoluta di Attaccato a La Poltrona, la storica via nella falesia sita nella zona di Cala Gonone in Sardegna. Si tratta di una via di placca molto tecnica  che, nonostante la bassa difficoltà (forse non arriva a 6a) conta fino ad oggi, dopo 30 anni dalla sua apertura, solo le ripetizioni dell’attuale Presidente della FASI.

Il motivo di questo bassissimo numero di ripetizioni è presto detto: Attaccato a La Poltrona ha delle sequenze di movimenti molto complesse e solo un climber con una vasta esperienza può venirne a capo.

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La via si articola infatti in due sezioni principali. Il tratto iniziale, detto anche della candidatura, non è difficile, ma deve essere eseguito molto lentamente. Si deve infatti partire da una zanchetta il 19 dicembre per arrivare alla tacca successiva il 2 gennaio, subito dopo la Notte di San Silvestro, termine ultimativo, tassativo, perentorio e improcrastinabile, come da Statuto Federale. Salvo imprevisti, la sequenza dovrebbe permettere di non avere altri climber a disturbare la salita. Quest’anno così non è stato e, nonostante il campione uscente sia partito in tempo, un altro atleta, Andrea Gennari Daneri, partito molto in ritardo per il tentativo, ha preso anche lui la tacca pochi minuti prima della mezzanotte del 2 gennaio 2017, ed ora è giocoforza che uno dei due cada. Il passaggio chiave, detto dell’Assemblea o Dei voti plurimi deve ancora venire: Amici sembra sia riuscito a legare tutti i movimenti nel corso del 2015, ma non nel 2016. Rimane pertanto ancora incerto l’esito della scalata che dovrebbe concludersi appunto il 22 gennaio.

Colui che arriverà in catena potrà beneficiare di un premio speciale e unico nella storia dell’arrampicata italiana: seguire la Nazionale e i nostri promettenti campioni per i prossimi quattro anni e accompagnarli a Tokyo per le Olimpiadi del 2020.

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Alcuni dicono che fare un 6a lavorato a La Poltrona non è sufficiente per sviluppare Il Movimento degli arrampicatori, per avere una Nazionale competitiva e magari per vincere degli Ori. Altri sostengono che servirebbero finanziatori per la Federazione e per i nostri scalatori, in modo da non far pagare a loro accompagnatori, albergatori e restauratori quando si fanno le gare fuori. Altri ancora sostengono che servirebbero organizzatori e formatori per gli operatori e per i loro collaboratori. Un’altra parte sostiene che servano dei riformatori, che lo Statuto è pieno di errori, non c’è democrazia per gli elettori e non c’è trasparenza per i controllori e per i revisori. Poi dicono che servono dei tracciatori che facciano dei boulder da inventori, con movimenti aleatori per gli arti superiori e senza gli appoggi per quelli inferiori; dei bravi istruttori per crescere i salitori ancora minori, che scalano con i genitori; degli allenatori che allarghino il raggio dei gesti motori, affinché i climber diventino tallonatori, bloccatori, lanciatori, che siano dei gladiatori, che spingano in gara come trattori e sprizzino energia da tutti i pori; e poi che servono i preparatori, che allenino bene gli adduttori e i grandi flessori e sviluppino forza come nei tori; poi servono bravi dottori che facciano uso di integratori, senza mai usare antinfiammatori, massaggiatori che leniscano i dolori; che gli amatori siano anch’essi competitori, purché non gli vengano dei malori;  e che poi la FASI si occupi anche degli attrezzatori, dei trapanatori, degli spittatori e della sicurezza dei chiodi protettori sulle vie dei rocciatori; ma soprattutto dicono che ci vogliono presidenti rottamatori ma continuatori, trottatori e motivatori ma che siano anche risparmiatori e che non buttino soldi in progetti illusori e non meritori.

Insomma, tanti parlatori, sostenitori e contestatori, governatori, direttori e coadiutori, ideatori ed esecutori, alcuni con progetti da sognatori altri con idee da malfattori.

Nessuno di questi tuttavia ha mai pensato di impegnarsi a fare le cose che dice di voler fare. E quindi si rischia di assistere ancora alla ripetizione di una via che tutti dicono di poter liberare, ma nessuno prova. Tra Amici non si fa! dicono.

E allora, almeno rendiamo onore a chi, forse solo per provocazione, ha voluto lanciare su quella tacca.

Per il resto, come sempre, non ce ne frega gran che. Tanto, domenica andiamo a scalare!

2 pensieri su “Quarta ripetizione di “Attaccato” a La Poltrona

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