Obama a Kalymnos: «Gli USA vicini alla climber community»

La stampa greca ci informa che il presidente  americano Barak Obama si è recato nell’isola di Kalymnos per un breve periodo di riposo prima degli impegnativi incontri europei ad Atene e Berlino (non ci crederete ma è vero: http://axinios.blogspot.ro/2016/11/blog-post.html?m=1) . È stata l’occasione per gustare le specialità locali preparate dal suo amico chef Andrew Zimmern, per scalare qualche via ad Arginonta con la guida  Bear Grylls (che fiero ha postato il suo selfie su Twitter) e per fare il punto della situazione sull’arrampicata dopo l’elezione di Trump.

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«Non ci sono discontinuità rispetto al passato  – ha dichiarato a cena davanti ad un bicchiere di retsina – gli USA sono sempre stati e continueranno ad essere vicini alla comunità globale dei climber».

Incalzato dagli scalatori vicini di tavolo, intenti a mangiare i soliti calamari gommosi, Obama ha detto, a proposito della durissima campagna elettorale che ha visto Hillary Clinton soccombere nei confronti di Trump, che entrambi i candidati, pur con sottili differenze, sostengono lo sviluppo di questo meraviglioso sport.

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«Ho parlato a quattrocchi con il nuovo presidente Trump che mi ha confermato che aggiungerà lo strapiombo al muro di confine tra California e Messico: una muraglia per il bouldering lunga più di 700 miglia. La chiameremo MexoBlocco e sarà la più grande struttura artificiale per l’arrampicata mai vista sul pianeta di cui beneficeranno i boulderisti di tutto il mondo. Abbiamo già messo a punto i particolari: sul lato statunitense ci sarà un boulder problem ogni 10 metri, 160 per miglio, per un totale di oltre 100.000 blocchi, tutti da liberare.  Le difficoltà saranno di ogni tipo, dal 6a in su e sarà sicuramente una gran festa. Sul lato messicano invece Trump preferisce far tracciare solo blocchi molto duri, 7c minimo, e per rendere tutto più divertente e adrenalinico, farà scavare sotto il muro un largo fossato con i piranha, animali che si trovano molto bene nel caldo clima del sud della California, specialmente se alimentati con carne fresca. Il governo messicano ha già prenotato la struttura per i campionati nazionali».

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Il muro tra Messico e USA: 700 miglia di boulder

Durante la visita a Kalymnos ci sono stati però anche momenti di tensione, sempre tenuti sotto controllo dagli angeli custodi della security di Obama. Alcuni profughi siriani, presenti sull’isola dal marzo scorso, data dell’accordo UE – Turchia, hanno duramente contestato il presidente. «Fuggiamo dalla Siria per andare a fare qualche tiro duro in Frankenjura, ma non ci lasciano passare. Siamo stanchi delle pinzate sulle tufas di Kalymnos!» hanno gridato al Presidente al grido di Monoditi! Monoditi!

«Capisco la loro rabbia, ma la nostra amministrazione ha fatto molto per i climber del medio oriente. Grazie alle politiche messe in atto dal Segretario di Stato Hillary Clinton, abbiamo creato molte opportunità. Nuove aree boulder sono nate sia in Siria che in Libia, e ora i nostri amici mediorientali possono scalare tanti nuovi blocchi, a Damasco come a Mosul, a Tripoli come a Misurata, e possono godere di tantissime nuove aree dove praticare questa disciplina».

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La vasta area boulder a Damasco (Siria) fortemente voluta da Hillary Clinton

Obama ha aggiunto che Trump gli ha assicurato che, grazie agli accordi con la Russia di Putin, la politica americana di diffusione del bouldering sarà estesa anche ad altri paesi dell’area e si è detto certo che su questo punto il neo-presidente potrà godere dell’appoggio dell’opposizione.

Prima di ripartire, Obama si è recato ad Arginonta per provare l’ebrezza degli sport estremi, mentre Michelle negoziava con il vecchietto della spiaggia 50 dollari per due ore su un lettino sporco e fatiscente. Barak visibilmente emozionato dopo aver liberato il suo primo 6b, ha confessato «Credo proprio che continuerò. È bello essere i padroni del mondo, ma la soddisfazione di fare una bella libera, credetemi, non ha eguali!»

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