Il Cafone e la Dea Giustizia

Intanto Giustizia risplende nelle case dalle fumide mura
e onora le vite oneste.
Dai palazzi ornati del 9a, invece,
governati da mani macchiate di colpa,
ella distoglie lo sguardo e fugge, per muovere verso dimore pie,
perché non ha riguardo per il potere dei gradi
e per la falsa gloria
E conduce ogni evento al suo fine.

(Eschilo, Agamennone, vv. 771-781)

Eschilo (Eleusi 525 a. C. - Gela 456 a. C.)

Eschilo (Eleusi 525 a. C. – Gela 456 a. C.)

Cari lettori, Giustizia è fatta!

A seguito dello scadere dell’ulimatum lanciato nel post del Nuovo Redattore Il Cafone e Wolfgang Gullich ovvero l’ultimatum  (http://wp.me/p5IxcE-5z) e non essendo giunte in redazione evidenze verificabili del fatto che Marco Bradipo abbia effettivamente liberato Bain de Sang, 9a a Saint-Loup, il fedele prode Nando Zanchetta, rebus sic stantibus, ha rinovellato i contatti a mezzo epistola elettronica con i diversi siti che riportavano tale notizia, mettendo a conoscenza i gestori che trattavasi in effetti di informazione priva di fondamento. I gestori, costernati per tale orrida nuova e sdegnati per la mortificazione della morale che tale gesto ha così brutalmente palesato, hanno immantinente provveduto alla espunsione della medesima.

Giustizia Raffaello

Raffaello Sanzio, La Giustizia, Sala di Costantino, Vaticano

Per i lettori che non conoscono gli accadimenti di cui si favella, rammentiamo che il climber immaginario Marco Bradipo, detto il Cafone, ha inteso di voler insozzare e infettare con le sue virulente parole, i luoghi virtuali ove si registrano le vie realizzate, sostenendo di aver liberato Bain de Sang, storica via aperta da Fred Nicole, il giorno di Natale del 2009. L’accurata inchiesta condotta dal Nuovo Redattore ha mostrato, con inconfutabili elementi probatori, che si è trattato in effetti di una esecrabile ed infame menzogna, finalizzata allo sbeffeggiamento di grandi climber come Fred Rouhling, Iker Pou, Dave Graham, e tra gli italiani, Riccardo Scarian, Manolo e Alessandro Jolly Lamberti.
E’ pertanto possibile ora, con una punta di orgoglio e alterigia, mostrare ai lettori le immagini delle pagine web in questione, senza più il nome di Marco Bradipo, che indebitamente precedeva quello di Cristian Brenna nella lista alfabetica di coloro che hanno raggiunto il benchmark del 9a.

Ora la rete è più pulita, grazie a questa modesta ma efficace opera di decontaminazione, e il mondo, che di essa è sempre più mera emanazione e temporaneo accidente, è più bello e più giusto che pria. Nessuna cosa avviene per caso ma tutto secondo logos e necessità (Lucippo). Il λόγος dunque esiste. La naturale, per alcuni divina, tendenza al bene, ha imposto le sua regola.

Incalzato dal post del Nuovo Redattore, e dal fuoco incrociato delle domande degli altri interlocutori, il Cafone aveva tentato in extremis una vana apologia di se stesso, come si può evincere dal colloquio su Facebook qui riportato.

facebb

Le vane giustificazioni del Cafone

Con tutta evidenza, tali risibili ed arlecchineschi colpi di coda non fanno che confermare e corroborare la indicibile pochezza del suo carattere, l’esiguità dei suoi principi etici e, al postutto, la nullità e la vacuità del suo inabitato Essere.

Ora il Cafone, anziché adottare la sana risoluzione di trascorrere il resto dei suoi giorni ascoso in remotissimo speco e in flagellante pentimento, ha invece deciso di contrattaccare: nel seguente post infatti, egli ci informa di sentirsi danneggiato dalle denunce del Nuovo Redattore e per tal cagione intende voler ricorrere, dopo averla offesa e vilipesa, alla stessa Giustizia e sporgere querela di parte, ai sensi dell art. 120 del Codice Penale, contro il Redattore, reo di averlo ingiustamente accusato.

querela

Il Cafone dichiara di voler querelare in Nuovo Redattore

Il Nuovo redattore, grazie alle sue frequentazioni professionali nei palazzi di Giustizia, ha potuto recuperare il testo della querela del Cafone, che si riporta integralmente in quel che segue.

Vostro Onore,
vojo querelà er Nuovo Redattore perchè me sta a danneggià. Mette in giro voci che io nun ho fatto Bain De Sang e quindi ii sponsi nù mme danno più li sordi.
Fino a mò c’avevo diverse ditte de autroricambi der Quardraro che me davano quarche centinaio de euri per uno. In più c’avevo come main sponso na ditta de marmitte che me dava du corde all’anno, du para de scarpette, e ‘n po de boni benzina. In cambio io portavo a maietta co a scritta loro mentre scalavo e ‘a gente c’annava a compra e marmitte a espansione modificate pe anna’ a tira’ su’ raccordo. Jo dato pure ‘n po de foto in posa sui passaggi spettacolari (tipo quelli co l’agganci de tallone, oppure co li piedi ner voto, oppure cor mare de dietro, oppure con na fighetta che me faceva sicura…) e c’hanno fatto er calendario che hanno messo davanti aa porta der magazzino (de dietro de ce sta quello co Pamela  Anderson, me pare giusto…..).
Sto stronzo der Nuovo Redattore, ‘n grafomane de mmerda, m’ha fatto cacella’ a realizzazione dai siti che m’ero fatto un culo così pe fajelo scrive.
Ma che cazzo ne sa sto’ Redattore: nun se tiene, attacca certi pipponi che nun se capisce ‘n cazzo e nu’gne la fai a leggeli, e mo’ s’e’ messo pure a fa i firmetti che vo’ fa er simpatico.
Vostro Onore, me deve crede, io Bain da Sang a Sent Lup l’ho fatta veramente: me faceva sicura mi’ fratello, Mauro Bradipo. Lo so che nun po’ fa er testimone perche’ è un famijare, ma magari ‘o chiama e ce parla lei pe vede ‘n po che je dice. Ce dovrei avè da quarche parte quarche scontrino de ristorante, ma me sa che mii so persi perchè ho dovuto svotà a cantina de mi nonna che’ me so trasferito. Le ricevute dell’autostrada, quelle de cartoncino, de sicuro nun ce l’ho perchè ce faccio i filtri.
Vostro Onore, a sto novo redattore ‘o dovete condannà, me deve risarci’, so’ o merita. Ha rotto pop’ er cazzo.
Io so innocente e mme rimetto aa clemenza daa corte.

In fede,
Marco Bradipo

Il Giudice, preso atto della querela, dopo attenta analisi ha dichiarato la stessa irricevibile, applicando il comma 2 dell’art. 120 del Codice Penale, che recita:

Per i minori degli anni quattordici e per gli interdetti a cagione d’infermità di mente, il diritto di querela è esercitato dal genitore o dal tutore.

Caro Cafone, anche il Giudice se n’è accorto: sei affetto da infermità di mente e per poter querelare il Nuovo Redattore devi chiedere il permesso al tuo tutore. Ne hai uno?

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