Il Cafone ovvero il Replicante

blade banfer

In questa breve nota il Nuovo Redattore tenterà di analizzare e comprendere le motivazioni profonde che spingono il Cafone ad inventare e a diffondere bugie e fandonie riguardo alle sue realizzazioni mai realizzate.

A questo scopo sono state avviate da alcuni studiosi della Yale University accurate ricerche su quella originale e a tratti ignota entità biologica che va sotto il nome di Marco Bradipo. Nel corso delle campagne di raccolta degli elementi probanti, sono stati prelevati alcuni campioni di epidermide lasciati dal Cafone sui biditi della via Nel Buio, 8b al Gabbio (Ferentillo). È infatti noto che su tale itinerario Marco Bradipo ha effettuato sino ad oggi, con pervicace ostinazione, circa 12.000 tentativi, mai coronati da successo.

Ebbene, le risultanze delle analisi del materiale biologico hanno condotto ad una conclusione sorpendente: Marco Bradipo non è un umano ma un replicante organico della famiglia Nexus 6, creato dalla Tyrell Corporation, la più grande multinazionale di ingegneria genetica del pianeta,  con il precipuo scopo di alzare il grado dell’umanità, programmandolo per scalare a vista vie fino all’9c+ e sorprendere così il mondo intero.

Tuttavia sembrerebbe che alla Tyrell Corporation qualcosa non sia andato per il verso giusto: forse la mescola usata per la pelle non è delle migliori, probabilmente la fibra degli avambracci non è tale da facilitare il rapido smaltimento dell’acido lattico, verosimilmente i bicipiti non chiudono come previsto nelle specifiche di progettazione: fatto sta che il replicante Cafone si ghisa immediatamente, non tiene i bloccaggi e cade. Sempre.

È quindi facile immaginare come il suo stato d’animo sia severamente gravato da questa tale intollerabile circostanza. Una vita fittizia nata con una sola finalità, che pure giammai viene raggiunta, un uomo-macchina non performante ai livelli attesi, un fallimento epocale dell’ingegneria genetica, un inatteso ed imprevisto crack biologico, un patatrac del DNA, al quale il Cafone, per mitigare la sua frustrazione, cerca di porre rimedio con un metodo immorale ma a suo parere efficace: dire le bugie, ovvero banfare.

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Il regista Ridley Scott a lavoro con Rutger Hauer sul set di Blade Runner (1982)

Il regista Ridley Scott ha voluto mettere in scena il terribile momento in cui, in una drammatica lotta con il Nuovo Redattore che lo invitava a soprassedere dalle sue scellerate scelte, il Cafone ha deciso di intraprendere la riprovevole strada senza ritorno della menzogna gratuita.

Ne è uscita una breve clip, che il regista ha voluto pubblicare sul blog del Nuovo Redattore.

Nella clip il regista ha intenzionalmente mantenuto il testo del famoso monologo del replicante Roy Batty, che riportiamo di seguito in lingua originale, per gli amanti del grande cinema.

I’ve seen things you people wouldn’t believe,
attack ships on fire off the shoulder of Orion,
I watched the b-beams glitter in the dark near the Tannhäuser Gates.
All those moments will be lost in time,
like tears in rain.
Time to LIE.

Buona visione.

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