“Cafone, ho fatto una 6b!”

Il redattore riceve e volentieri pubblica la testimonianza del climber Filiberto (Berto per gli amici).

“Caro Nuovoredattore, Le invio  questa breve nota, con la speranza che Lei la voglia pubblicare sul suo blog.

Ieri sono andato alla falesia di Caprile e ho arrampicato con i miei amici della palestra. C’erano tutti: PierGiovanni, Norberto, AntonGiulio, FrancoMaria, Ruben, Mafalda, Domiziana, Alberta, che di solito la domenica non può venire perché e’ impegnata con il coro, e la mia fidanzata Bernadette.

Abbiamo fatto un sacco di vie, sia facili che difficili. PierGiovanni e’ diventato molto bravo: nei due anni trascorsi a Boston per il master, ha conosciuto tantissimi arrampicatori americani che gli hanno insegnato un sacco di segreti.

Così ieri PierGiovanni ha montato una 6b con il bastone lungo e ci ha spiegato i movimenti. Alla fine ho provato anch’io e così ho potuto per la prima volta fare una 6b. E’ stata per me una grandissima soddisfazione. Finalmente dopo anni di allenamento e di esercizi in palestra si avverava un sogno: scalare una via difficile, esattamente come fanno quelli forti, ed entrare a fare parte dell’elite di questo sport. Ho sempre sofferto il fatto che quelli forti quando mi vedevano arrampicare, mentre mi appendevo sulle vie di 4 o di 5, commentavano a mezza bocca ‘…ma guarda questo che pippa’. Tuttavia, non mi sono mai scoraggiato: i loro commenti per me sono stati uno stimolo ad andare avanti per migliorarmi: ore di allenamento in palestra, trazioni e sospensioni, dolori alle dita per le tante pesanti sessioni al pangullich ora hanno trovato un senso.

Filiberto sulla 6b a Caprile

Filiberto sulla 6b a Caprile

La 6b che ho fatto è bellissima: una parete verticale di almeno 15 metri, con un tratto completamente liscio, senza prese, a parte delle piccole tacchette di 2 o 3 centimetri. I piedi si appoggiano sul niente. In questo tratto bisogna poi mettere lo spit tenendo una di queste tacchette. Lo ammetto: ho avuto paura, un polpaccio mi tremava vistosamente e bastava un piccolo errore che sarei volato. Ovviamente non ne avevo nessuna intenzione. Ma la forza di volontà e la grinta mi hanno aiutato. Ma soprattutto mi hanno aiutato gli amici, specialmente PierGiovanni, che da sotto mi incitava e mi spronava a non mollare. Quando sono arrivato alla catena, ero esausto, completamente svuotato, ma felice. Il panorama dalla vetta era bellissimo e lo sguardo spaziava in tutta la valle, fino a vedere in lontananza l’autostrada.

Quindi un grazie specialissimo a PierGiovanni!

Quanto al grado, PierGiovanni dice che secondo lui in Massachusetts la valuterebbero 5.10.d. Io ho pensato di mettere 6b.5, perché non ho esperienza su questo grado e non voglio sbilanciarmi in giudizi avventati.

Per festeggiare, ieri sera sono andato a cena con Bernadette vicino a casa, alla terrazza dell’Hassler, dove servono un abbondante  e meraviglioso plateau royal. Le ostriche della Bretagna erano molto grandi e buone, come al solito, ma gli altri crudi purtroppo non erano freschissimi. Ma tanto è bastato per una romantica serata a lume di candela con la mia fidanzata. Ora che ho fatto una 6b, spero che Marco Bradipo (ho sentito in giro che ultimamente molti lo chiamano il Cafone) e i suoi amici forti mi accettino nel loro gruppo o almeno, quando mi vedranno in palestra, invece di dire a mezza bocca ‘che pippa’, magari, dopo tanti anni che mi conoscono, mi salutino e mi rispettino un poco di più.

Berto”

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