Marco Bradipo, ovvero il Cafone

Questa breve nota e quelle che seguiranno, scaturiscono da una indignazione alla quale il redattore non ha saputo porre freno.

Benché schivo ed abituato ad accettare con ritrosia le sfide che vengono lanciate alla convivenza civile, il redattore ha deciso in questa fattispecie di sporcarsi la penna per intraprende l’analisi degli scritti di un blogger e di porre all’attenzione dei suoi pochi e stimati lettori l’orrenda ed obbrobriosa figura di colui che risponde al nome di Marco Bradipo.

Costui, sconosciuto a chi scrive e, a quanto si dice, sconosciuto a chiunque altro, si firma appunto con il suo nome, vero o falso che sia. Per renderlo più vivo e per poter associare a questo nome virtuale una più solida parvenza di realtà, il redattore ha deciso di assegnargli un epiteto che, a modesto parere del redattore stesso, molto bene si attaglia al suo stile e alla sua persona, qualora veramente esistente.

Il redattore d’ora in poi si riferirà al signor Marco Bradipo con l’epiteto di Cafone.

Il prototipo del Cafone

Il prototipo del Cafone

Qualcuno osserverà che si tratta di una scelta offensiva, che anziché confinare il tono della diatriba sul piano dei contenuti, trasferisce sin dal principio e senza indugi la contesa su aspetti personali e su attacchi diretti all’individuo. Una tale asserzione può in generale essere giudicata veritiera e probabilmente lo è anche in questo caso. L’attacco alla persona toglie verve alla critica, la svuota di intensità, ne limita l’effetto. Tuttavia si ritiene che le intenzioni polemiche del Cafone siano proprio finalizzate all’utilizzo dell’offesa personale come mezzo di espressione primario allo scopo di renderla, questo è l’erroneo giudizio del Cafone, un efficace strumento di eloquio. Il redattore pertanto, accettando con riluttanza la sfida retorica con il Cafone, spera di trarne ove possibile intima soddisfazione.

Il primo contatto con il Cafone e’ avvenuto su Facebook: amici comuni hanno condiviso un suo post dal titolo Eccomi. Sono tornato. (ma era meglio per voi se stavo via un altro po’).

Chi non ha letto questo brano di fine letteratura, e’ invitato a farlo prima di proseguire, in modo da poter meglio valutare le considerazioni che seguiranno.

https://marcobradipo.wordpress.com/

Partiamo dal titolo, con il suo stile da chat di periferia, da diploma di scuola dell’obbligo.

Eccomi. Ma lei chi e’, mi scusi?

Sono tornato. Caro signor Cafone, i gentili lettori non nutrono alcun interesse per i suoi spostamenti. Nella capitale del Belpaese, orrendamente si risponderebbe al suo asserto: ….e chissenefrega.

(ma era meglio per voi se stavo via un altro po’). Ne è sicuro? Non assegna forse troppa importanza alla sua propria persona? Per quale motivo per noi sarebbe stato meglio se Lei fosse stato via un altro po’? Forse non sarebbe stato meglio che Lei stesse via per sempre?

Domande alle quali il redattore e i gentili lettori gradirebbero avere una risposta e costoro auspicano che il Cafone non si sottragga a questa incombenza.

Proseguiamo nell’analisi. Il capoverso successivo recita:

Due anni di viaggi, di introspezione e di ricerca di me stesso, di vie dure salite e tentate,…..

L’utilizzo di una espressione gergale come vie dure salite e tentate rende necessaria una breve digressione a beneficio del gentile lettore.

Dal testo proposto, si intuisce che il Cafone pratica lo sport dell’arrampicata.

Questo sport consiste nel salire su una piccola roccia alta qualche decina di metri, utilizzando per la progressione soltanto le mani nude e i piedi, questi ultimi opportunamente dotati di speciali calzature aderenti, dette pedule o scarpette. Al solo scopo di proteggere l’incolumità dello scalatore in caso di caduta, si utilizzano poi varie attrezzature come la fune, i ganci, precedentemente infitti nella viva roccia, i moschettoni ed una speciale cinta, detta imbragatura. Immancabile nella dotazione dello scalatore e’ poi un sacchetto di tela contenente della polverina bianca di carbonato di magnesio detta anche magnesite, che l’atleta utilizza a guisa di antiscivolo per ridurre o annullare gli effetti della traspirazione delle mani nude durante la salita.

L’arrampicata e’ una nobile disciplina che affonda le proprie radici nell’alpinismo e nella conquista delle incontaminate vette alpine. Ma ancor di più si radica  nella primordiale, atavica, inconscia e infantile propensione dell’uomo a salire in alto. In taluni casi, si tratta di un desiderio di integrazione trascendente con il Tutto, di una  sublimazione della voglia di avvicinarsi al Divino, di una metafora della crescita interiore. In talaltri casi, vi si ravvisa la voglia di essere più in alto degli altri a fini preminentemente sopraffattivi, per un insensato e malcelato piacere di mostrarsi superiori ai propri simili nell’ambito dell’umano consesso. Il Cafone adotta, inutile dictu, il secondo approccio e la sua prosa, trasudante spacconeria e astioso odio del prossimo,  lo denuncia in modo chiaro ed evidente.

Con riferimento specifico al testo del Cafone sopramenzionato, con la dizione vie dure si intende itinerari di arrampicata di elevata difficoltà, che richiedono preparazione fisica e mentale specifiche, nonché attitudini e perizia innate. Coloro che sono dotati di queste caratteristiche possono aspirare a percorrere questi itinerari, detti anche vie. Per gli altri, che, secondo la colorita e sgraziata terminologia adottata dal Cafone, sono definiti delle pippe, il successo e’ precluso.

Non serve dire che il Cafone è tra i pochi fortunati che Madre Natura ha dotato di queste caratteristiche e quindi può, a buon diritto, dichiarare di aver trascorso due anni non solo a tentare ma anche a salire le vie dure. Questo è l’importante messaggio che il Cafone vuole consegnare al mondo: sono stato via alla ricerca di me stesso, ma soprattutto ho salito le vie dure.

Il Cafone si ritiene molto bravo nell’arrampicata. E lo fa sapere a tutti. Ma soprattutto, lo fa pesare a tutti, con la sua insolente ed irritante spocchia. Non c’è che dire: veramente un gran Cafone!

Questo ed altri aspetti della complessa e abominevole personalità del Cafone saranno analizzati nelle prossime note del redattore.

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